Lul
23
2008
Lo stato mentale è disastroso, in particolare durante le prime ore del mattino.
Da poco sveglio al posto della solita musichetta i miei neuroni hanno partorito una domanda non proprio stupida, anche se relativamente superflua nel risolvere i quotidiani compiti del qui scrivente.
La giraffa che verso emette?
Nitrisce oppure, dato il paio di cornetti, bramisce? Forse causa il lungo collo il nitrito, o bramito che sia le muore in gola e alla fine non riesce a far più di un belato?
Non conoscendo la risposta e senza internet sottomano (comunque wikipedia non aiuta in questo caso) ho dovuto da fondo alle mie capacità d’analisi.
Il cavallo nitrisce, e si fanno delle belle bistecche e ottime bresaole.
Il cervo bramisce, e anche con questo si producono degli ottimi salumi.
La pecora bela, se sopravvive alle festività si può spremere e pelare per anni.
La giraffa non produce latte né ha un vello pregiato, inoltre non se la mangia nessuno di conseguenza: è muta.
Qualcuno potrebbe obbiettare che il leone mangia la giraffa, ma sicuramente non è così: il leone mangia a terra e senza piatto, non s’intende certo d’alta cucina.
Sottoposta la questione ad amici, conoscenti ed affini è stato subito istituito un comitato per indurre il coma farmacologico coatto in casi disperati come il mio.
Lul
21
2008
Allora io non so se è un problema solo mio oppure no, ma ’sto karma nuovo ancora non lo trovo.
Mi era stato detto che ogni sette anni si rinnova, e va bene, ma come si fa a rinnovarlo, quello no.
In un primo momento pensavo funzionasse come con Babbo Natale; ti svegli la mattina di natale e ti godi i regali. Questa mattina però non c’era il karma nuovo ai piedi del letto, né ad aspettarmi sulla porta. Quindi non funziona a questo modo.
Aspettavo un corriere in mattinata: Bartolini UPS o che altro, ma nemmeno quello.
Via email non è arrivato, ho controllato anche lo spamm e le vecchie email su libero.it. Niente.
Ora cominciano ad assalirmi i dubbi. Non è che per caso dovevo fare una richiesta scritta, forse non è un tacito rinnovo e lo si deve chiedere. Allora lo devono spedire loro, ma quando scatta il settimo anno arriva o viene spedito?
Son atroci ’sti dubbi.
Insomma, non ho chiesto regali proprio perché pensavo sarei stato presissimo con il mio nuovo karma; immaginandolo come un nuovo firmware pensavo di doverlo compilare, installare e configurare, ma a quanto pare qualcosa non ha funzionato.
Quasi quasi per dare sfogo a questo stato di frustrazione installo una nuova versione di wordpress però, diciamolo, non è la stessa cosa.
Giu
26
2008
- È scomparsa più di vent’anni fa, ancora ne parlano?
~ I dinosauri son scomparsi da un milione di anni e ci fanno fior di documentari.
Giu
14
2008
E però mitica estate, quella dell’82
La citazione qui sopra è una di quelle strane coincidenze che non hanno spiegazioni. Non riporto il link al post originale per non infastidire la proprietaria del blog e poi quello che vado a scrivere centra poco o niente con il post originale.
Nel ‘82, d’estate, che per me l’estate si concentrava e finiva in un paio di settimane d’inizio settembre, non avevo ancora un computer e disperdevo le facoltà mentali di sedicenne nell’ammirare lo space shuttle e scoprire i segreti del mondo radioamatoriale. Poi, in quel breve periodo di due settimane che avrebbe dovuto chiudere un estate interessante ma per niente mitica, m’innamorai perdutamente di Roberta. Era travolgente, anarchica quanto basta da non legarsi alle mode e prendere in simpatia un orso come il qui presente. Pensate voi che cosa può capitare ad un sedicenne ciccione e geek (anche se a quel tempo il termine non esisteva ancora, già frequentavo il lato oscuro del hi-tech) che si trova un paio di occhi azzurri circondati di biondo -e tutto il resto- puntati costantemente addosso. Perde il senso della realtà, non ci sta più con la testa, sbarella insomma.
In due settimane ho conosciuto una ragazza bellissima, me ne sono innamorato perdutamente e senza dire una parola infine l’ho persa. Sapevo sarebbe finita a quel modo e in quei tempi stabiliti, lo stesso ne soffrii -ai tempi più di cuore che di pancia, ma che ne sai, certe gastriti potrebbero avere radici lontane.
Capitarono altre cose nell’estate del ‘82, ma la memoria ha messo Roberta in primo piano lasciando il resto dietro la solita cortina di nebbia e confusione, una cappa psicologica che lentamente rimescola, cancella o distorce gli eventi. Uno di questi eventi è riapparso proprio come un fantasma. Il mio vecchio amico Sergio, fresco di chemioterapia, ha diradato un po’ di quella foschia che oscurava -sicuramente imbellendolo più del dovuto- quel maledetto decennio.
A parte la musica, degli anni ottanta non posso dire molto. Ho sempre pensato d’averli vissuti più da osservatore. In realtà aspettavo la navetta di salvataggio che mi avrebbe riportato a casa su Alpha Centauri; su Centauri Brinaza per la precisione. Ho aspettato la navetta anche il decennio successivo e anche adesso ogni tanto guardo dalla finestra, ma non ho più molte speranze.
Questo per farti capire che razza di asociale, egoista e distratto sono. Si, perché una delle cose che il mio amico sbucato dalle nebbie del passato mi ha confessato -senza che glielo chiedessi e per giunta ad alta voce in luogo pubblico- è che il sottoscritto è il suo amore mai sublimato. Sergio apparteneva come me al lato oscuro dell’Hi-Tech e anche ad un altro lato di qualcosa che non ho mai desiderato approfondire. Non sapevo però che, visto da là, riuscivo ad interessarlo. Non così tanto almeno.
L’estate del ‘82 è stata in qualche modo mitica, ma probabilmente di quell’estate e di tutto il resto del decennio non ho capito proprio niente.
Resta inteso che quel che è venuto dopo è tutta una tragica conseguenza.
Giu
03
2008
Un vero uomo non deve chiedere mai. Te la ricordi?
Di solito da non chiedere sono le indicazioni stradali, certo, che ovvietà; un vero maschio ha un GPS naturale che lo porta esattamente dove deve andare e nel caso la strada lo porti altrove, allora è la strada ad essere sbagliata, fatta male con svincoli innaturali e privi di logica, quando addirittura inopportuni. Altrimenti sono le indicazioni ad essere mal posizionate o confuse, certamente qualcuno le ha messe al contrario per scherzo.
Ma un vero maschio che si rispetti, uno come me insomma, si pregia di soffrire anche della sindrome del guerriero.
Con la sindrome del guerriero s’intende quella forma mentis che non prevede feriti, prigionieri e mutilati in tempi di guerra e ricoveri, medicine tre volte al dì, cure di durata settimanale in tempo di pace.
Le omeopatiche mai; almeno fino a che non si ritrova il menhir buono col quale presentarsi al druido.
Insomma, cercate di capire (me e questa mia genia) qui si vive in gloria o si muore con onore, oppure il contrario ma sempre con il manuale del giovane gladiatore a portata di mano. Non è prevista la via di mezzo e quando hai un mal di testa persistente un po’ ti spiace non essere un fondamentalista mussulmano (che bello potersi immolare per il proprio dio con una deflagrazione da un kilotone; altro che mentos e coca cola) o fare un botto su di una mina scordata presso qualche monte Afgano alla impavida ricerca di un terrorista barbuto e turbantato. Ti spiace dover salutare i tuoi cari per l’ultima volta causa una rinite o una semplice otite, davvero non vorresti andartene, ma sei un vero maschio e non puoi avere semplicemente un infezione o un lembo del tuo corpo in difetto. Morirai è certo, qualcosa d’oscuro e orribile che ne House o altri dottori riusciranno ad identificare si è diffuso e ha raggiunto ogni anfratto del tuo sistema vascolare e nervoso, per gli altri è questione di tempo; ovviamente poco.
Passerai i tuoi ultimi giorni soffrendo in silenzio, valgono però smorfie di dolore, grugniti a denti stretti e ogni tipo di segnale sonoro purché non verbale. inenarrabili e indicibili sofferenze attraverseranno il tuo corpo nel tentativo di devastare lo spirito perché tu, maschio vero, declinerai la pietosa offerta di quei medicinali che alleviano il dolore e ottundono la mente, vuoi guardare in viso la morte tu, e la sfiderai non ad una partita a scacchi bensì ad una mano veloce di Texas Hold’em; magari online così che ti vedano anche gli amici.
Poi uno che è vero maschio ha un’altra cosa -tra le tante- che non chiederà mai: il motivo di quel sorrisino un po’ beffardo un po’ di compatimento che illumina il viso della dottoressa mentre recita: tre volte al dì per otto giorni, poi ci rivediamo (lo stesso aveva mia madre quando le assicuravo, con le mani ancora impiastricciate, che mai e poi mai avrei osato rovistare nella credenza in cerca di marmellata e leccornie proibite in genere).
Un vero maschio vista sbarrata la strada della gloria e conseguente funerale guerriero, sedato da un sorriso materno a questo punto una domanda la fa: ma brucia?
Per essere pronto, mica per paura.
Apr
19
2008
Raggiunte oggi le cinquantamila visite, bot e spiritelli vari compresi. Dal duemilaquattro ad oggi. Non è un gran che e mi è stato fatto notare per puro caso da una mail automatica.
Ogni tanto il blog manda dei segnali, attraverso terzi, come questo. Credo sia la sua anima tormentata. Credo anche che questa anima altro non è che un pezzo della mia, ceduta tempo fa attraverso cure e passione. Cure in codice e passione in parole, niente di eccelso in entrambi i casi ma, a suo tempo, è stato dato tutto il possibile. Sai com’è.
Un transfert digitale che ha dato una flebile vita a quello che, naturalmente, altro non è che un po’ di codice che gira su una macchina lontana. Una vitalità rarefatta in piccole tracce nel tempo. Lui, il blog, soffre d’incuria adesso ma non posso porvi rimedio. Mancano alcune cose consumate col tempo, altre perse per strada, qualcuna accantonata.
Non è noia e nemmeno la famosa ‘vita da vivere fuori da qui’. Non scherziamo eh.
Comunque penso spesso a cosa farne di questo posto. Chiudere non sarebbe un’idea malvagia ma ho il sito pagato per i prossimi trenta secoli, e mi spiacerebbe lasciare il vuoto. Un servizio alla comunità -una qualsiasi- sarebbe carino, ma di genialate in mente non ne ho. Fosse un luogo a terra metterei una fontanella per l’acqua, ma l’analogia digitale non mi viene e per ora resta così, anche se fa un po’ tristezza.
Apr
15
2008
Forse sono morto l’altro ieri o magari mi hanno piallato il cervello a tal punto che la differenza non è molta.
Mio padre somiglia ad un bambino cui hanno promesso in regalo la ruspa gialla o la gru telecomandata. Oh papà.
Domani, domani andiamo a prenderla se fai il bravo.
Io, invece, somiglio sempre più a quel bambino il giorno dopo e dopo ancora. Come dicevo, forse non conta niente, forse mi hanno davvero piallato il cervello. E l’anima e tutto quello che tiene sentimento.
Insomma che tutto questo entusiasmo non lo vivo. Nemmeno la delusione, che io mica son comunista e nemmanco piddista. Piddino. Piddu.
In ogni caso, questi sono i tempi dei segni inequivocabili. Dei due partiti (quasi), della dipartita di falce e martello dal parlamento e di chissà quante altre cose che non ho capito o compreso; mi hanno piallato… gia detto?
E io, di questi tempi così importanti ho finito le X. Son proprio rimasto senza. Ne avevo già il sospetto ma non osavo controllare nella saccoccia dove tengo le X. Domenica sera ho costatato che non ne avevo più, quasi sollevato per non andare a turarmi il naso e mettere le x sopra i fogli colorati: provateci, se non lo avete mai fatto, a tener fermo il foglio con il gomito mentre con la sinistra, la mano sinistra, vi turate il naso e con la destra, sempre la mano destra, cercate di mettere una ics sul foglio giallino e questo si muove ad arco avente come fulcro il vostro gomito. Roba da farci una video da mettere su internet. Forse però è vietato anche il video alle schede oltre alle foto; è che mi hanno piallato… ah, sai già.
Apr
09
2008
Mi hanno beccato con le mani nella marmellata.
Non è stato difficile, scoprirmi intendo, visto che dopo averne preso a sazietà sono andato a gridare ai quattro venti come fare per gustarsi tale delizia. Ingenuo.
Una tirata d’orecchi e la promessa che non lo avrei più fatto sono bastate a chiudere l’incidente, ma non vi dico che sofferenza vedere tutta quella marmellata e, solo per onorare la parola data, rinunciare e negarsi il piacere.
Mi consolerò con la cioccolata.
{
però non è del tutto colpa mia: cadresti anche tu in tentazione con un desktop incustodito, accessibile e avviato con i privilegi di root.
In caso di cattiva configurazione audio:
a - chiami il call center.
b - lanci alsaconf.
Eh Benedett’iddio!
}
Mar
26
2008
Più che una vicinanza è un prender le distanze. Mi pare.
In ogni caso il prossimo grafico va fatto un pelo più alto, qui non c’è spazio a sufficienza per me e l’UDC.
Mar
20
2008
Io certi blog ho smesso da tempo di leggerli. Lo so, a perderci sono io il primo. Ma proprio non si possono leggere se, come me, ogni due frasi riesci a trovare qualcosa di tuo.
Qualcosa che molto spesso non ha a che fare con il soggetto di quel che si sta leggendo, ma è solo un riflesso del tuo essere che timidamente s’affaccia tra due virgole.
Qualcosa che, per magia riesce a smuovere un grumo d’emozioni dimenticate -o che si cerca di scordare- e se non stai più che attento, da lì, nasce una valanga.
Insomma io certi blog ho smesso di leggerli -anche via feed- parecchio tempo fa, ma non per questo li ignoro e reputo in qualche modo negativi. Anzi, avercene.
Sono blog di qualità e per me esistono come -probailmente- estiste Charlize Theron e la Lamborghini Taurus.
Poi certi blog finiscono e nessuno si è accorto che mancavano così poche pagine.